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L'immagine prima dell'immagine - Collezione

Gelatin Silver Print - Edition of 4

L'immagine prima dell'immagine presents photographic works in limited series, available for purchase.

Each work is conceived as a complete artwork and offered in a limited edition.

 

L'immagine prima dell'immagine presenta opere fotografiche in serie limitata, disponibili per l’acquisto.

Ogni lavoro è concepito come opera compiuta e proposta in tiratura limitata.

 

L'immagine prima dell'immagine #8

L'immagine prima dell'immagine #67

L'immagine prima dell'immagine #66


L'immagine prima dell'immagine #4

L'immagine prima dell'immagine #9

L'immagine prima dell'immagine #5


L'immagine prima dell'immagine #65

L'immagine prima dell'immagine #3

L'immagine prima dell'immagine #1


L'immagine prima dell'immagine #4

L'immagine prima dell'immagine #6

L'immagine prima dell'immagine #5-1

L’IMMAGINE PRIMA DELL’ IMMAGINE

L’immagine come processo, attesa, materia sensibile e apparizione

 

In conceiving and developing the idea of a nearly suspended vision of elements that, in their original space, are always situated within a landscape dimension, I encountered a challenge far from simple.

I do not consider the tree as a subject, but as a passage: a relocation among light, emulsion, dispersions, and interventions carried out directly on large-format analog film, even before it encountered the light of exposure. The tree is merely a trigger; what truly takes place occurs within the sensitive surface, where form becomes contaminated, reacts, and transforms.

The work does not record: it elaborates, translates, corrodes, and reinvents.

Each image is the result of a process that requires coherence in the control of all its iconic elements. The matter of photography—emulsion, silver particles, residues of incomplete reactions—takes on its own direction, producing opacities, dissolutions, and regions of unexpected density. The tree thus becomes an unstable structure, a figure that emerges from a philosophical trajectory rather than from the landscape itself.

What emerges is not a representation: it is a chemical trace, a sedimentation, a physical event that has left its mark on the paper. The surface of the photographic work becomes a support for a personal vision, almost unfinished.

Each mark is the result of an action;

each incision, a resistance of the paper;

each variation, the gesture of a substance that attempts to fix itself and fails, or reacts, or exceeds.

And the tree?

The tree survives as the imprint of an encounter between two kinds of matter: the organic matter of the natural world and the chemical matter of photography. It is no longer an organism; it is a residue, an echo of the process that transformed it.

These works constitute a visual laboratory in which form is not given, but produced. And what is seen is always the result of what matter has decided to become.

In this work, what remains is the very movement of transformation.

Attilio Scimone

 

Nel progettare e sviluppare l’idea di una visione quasi sospesa di elementi che, nel loro spazio originario, si collocano sempre in una dimensione paesaggistica, ho incontrato una sfida tutt’altro che semplice.

Non considero l’albero come soggetto, ma come attraversamento: una ricollocazione tra luce, emulsione, dispersioni e interventi eseguiti direttamente sulla pellicola analogica di grande formato, prima ancora che incontrasse la luce dell’esposizione. L’albero è soltanto un punto d’innesco; ciò che realmente accade avviene dentro la superficie sensibile, là dove la forma si contamina, reagisce, muta.

L’opera non registra: elabora, traduce, corrode, reinventa.

Ogni immagine è il risultato di un processo che richiede coerenza nel controllo di tutti i suoi elementi iconici. La materia della fotografia — emulsione, particelle d’argento, residui di reazioni incomplete — prende una sua direzione, produce opacità, dissolvenze, regioni di densità inattesa. L’albero diventa così una struttura instabile, una figura che affiora da un percorso filosofico più che dal paesaggio stesso.

Ciò che emerge non è una rappresentazione: è una traccia chimica, una sedimentazione, un evento fisico che ha lasciato un segno sulla carta. La superficie dell’opera fotografica diventa un supporto per una visione personale, quasi incompiuta.

Ogni segno è il risultato di un’azione;

ogni incisione, una resistenza della carta;

ogni variazione, il gesto di una sostanza che tenta di fissarsi e fallisce, o reagisce, o eccede.

E l’albero?

L’albero sopravvive come impronta di un incontro tra due materie: quella organica del mondo naturale e quella chimica della fotografia. Non è più un organismo: è un residuo, un’eco del processo che lo ha trasformato.

Queste opere costituiscono un laboratorio visivo in cui la forma non è data, ma prodotta. E ciò che si vede è sempre il risultato di ciò che la materia ha deciso di diventare.

In questo lavoro, ciò che resta è il movimento stesso della trasformazione.

Attilio Scimone

 

OPERE ORIGINALI FINE ART  Limited edition

 

Le opere di Attilio Scimone sono disponibili in edizione limitata. 

Stampe originali analogiche stampate in Gelatin Silver Print 

o Fine Art Print Giclée.

Firmate e numerate

sul retro.

 


Ricerca costante su temi che riguardano in particolare il territorio siciliano; gran parte delle immagini sono realizzate su pellicola di grande formato e stampate su carta fotografica. Le immagini prodotte sono acquisite e da esse generate file di grandi dimensione per essere utilizzati per ottenere stampa fine art di grandissimi formati per allestimenti museali, fieristici e arredo.