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Sicilian Food - Collezione - 2016

Gelatin Silver Print - Edition of 7 - da Euro 1.500,00

In continuity with Matter and Light, photography does not describe reality, but holds it where matter and light meet as a perceptual experience of limit.

 

In continuità con Materia e Luce, la fotografia non descrive il reale, ma lo trattiene là dove materia e luce si incontrano come esperienza percettiva del limite.

 

Sicilian Food #1

Sicilian Food #2

Sicilian Food #3


Sicilian Food #4

Sicilian Food #5

Sicilian Food #7


Sicilian Food #7

Sicilian Food #8

Sicilian Food #9


Sicilian Food #10

Sicilian Food #11

Sicilian Food #12

SICILIAN FOOD

 

Sicilian Food is a pretext.
Not a theme, not a subject, not an autonomous field, but a condition that allows me to bring the photographic work back to the philosophical core that runs through my entire practice: matter, light, and time as the founding conditions of the image.

In these works I am not interested in what the form is, nor in what it represents. What interests me is what it allows photography to do. Real matter is led toward a condition of concentration, where function is suspended and what remains is the possibility of measuring light, density, and the perceptual limit of the surface.

My work does not operate through symbols or cultural references. It proceeds by reduction. It returns the visible to an essential degree, where light does not describe but structures, and matter does not signify but resists. It is within this tension that the image stabilizes as presence, withdrawn from narration and returned to time.

This position runs continuously through my research and has been critically articulated by Jean-Claude Lemagny, who wrote a text specifically devoted to my work Matter and Light, identifying in my photographic practice a direct and unmediated relationship between image, sensitive matter, and perceptual experience. That text does not merely accompany my work; it shares its foundation.

Within this horizon, Sicilian Food does not introduce thematic variations, but stands as a further traversal of the same territory. The real form becomes an occasion to work on tonal values, on the duration of looking, on the threshold at which matter ceases to be recognizable and stabilizes as an autonomous image.

For me, photography is not a descriptive language, but a place of concentration. A place in which form is held, slowed down, removed from function, and allowed to exist as perceptual experience. In this sense, each work is conceived as a stable object, intended for duration, conservation, and a slow mode of viewing, appropriate to museum contexts and institutional collecting.

Sicilian Food is therefore not a thematic series, but an internal passage within the continuity of my work. A way to reaffirm, once again, that photography can be a space of measure, limit, and silence — where matter and light do not explain, but occur.

Attilio Scimone

 

Sicilian Food è un pretesto.
Non un tema, non un soggetto, non un ambito autonomo, ma una condizione che mi permette di riportare il lavoro fotografico dentro il nucleo filosofico che attraversa tutta la mia ricerca: materia, luce e tempo come fondamenti dell’immagine.

In queste opere non mi interessa ciò che la forma è, né ciò che rappresenta. Mi interessa ciò che consente di fare alla fotografia. La materia reale viene condotta verso una condizione di concentrazione, dove la funzione si annulla e resta solo la possibilità di misurare la luce, la densità, il limite percettivo della superficie.

Il mio lavoro non procede per simboli, né per riferimenti culturali. Opera per riduzione. Riporta il visibile a un grado essenziale, in cui la luce non descrive ma struttura, e la materia non significa ma resiste. È in questa tensione che l’immagine si stabilizza come presenza, sottratta alla narrazione e restituita al tempo.

Questa posizione attraversa in modo continuo la mia ricerca ed è stata riconosciuta e articolata criticamente da Jean-Claude Lemagny, che ha scritto per me un testo dedicato a Materia e Luce, individuando nella mia pratica fotografica un rapporto diretto e non mediato tra immagine, materia sensibile ed esperienza percettiva. Quel testo non accompagna semplicemente il mio lavoro: ne condivide il fondamento.

All’interno di questo orizzonte, Sicilian Food non introduce variazioni tematiche, ma si colloca come ulteriore attraversamento dello stesso territorio. La forma reale diventa occasione per lavorare sulle note tonali, sulla durata dello sguardo, sulla soglia in cui la materia smette di essere riconoscibile e si stabilizza come immagine autonoma.

Per me la fotografia non è linguaggio descrittivo, ma luogo di concentrazione. Un luogo in cui la forma viene trattenuta, rallentata, sottratta alla funzione e lasciata esistere come esperienza percettiva. In questo senso, ogni opera è pensata come oggetto stabile, destinato alla durata, alla conservazione e a una fruizione lenta, propria del contesto museale e del collezionismo istituzionale.

Sicilian Food non è dunque una serie tematica, ma un passaggio interno alla continuità del mio lavoro. Un modo per riaffermare, ancora una volta, che la fotografia può essere uno spazio di misura, di limite e di silenzio — dove materia e luce non spiegano, ma accadono.

Attilio Scimone

 


 

OPERE ORIGINALI FINE ART  Limited edition

 

Le opere di Attilio Scimone sono disponibili in edizione limitata. 

Stampe originali analogiche stampate in Gelatin Silver Print 

o Fine Art Print Giclée.

Firmate e numerate

sul retro.

 


Ricerca costante su temi che riguardano in particolare il territorio siciliano; gran parte delle immagini sono realizzate su pellicola di grande formato e stampate su carta fotografica. Le immagini prodotte sono acquisite e da esse generate file di grandi dimensione per essere utilizzati per ottenere stampa fine art di grandissimi formati per allestimenti museali, fieristici e arredo.