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Artificial nature - Collezione - 2013
Gelatin Silver Print - Edition of 7 - da Euro 1.500,00
Nature estranged from its environment, transformed into a space of form and perception.
La natura estraniata dal suo ambiente, trasformata in uno spazio di forma e percezione.
ARTIFICIAL NATURE
For me, whites, blacks, and greys are autonomous values, never mere substitutes for colour. Each image arises from a rigorous attention to the forms of objects, to their textures, and to tonal relationships as they appear under the polychromatic light of the sun. I work with light so that everything essential and singular is retained, even when colour is removed.
I approach whites, blacks, and greys through their directionality, at times following horizontality or verticality through a parallel composition, at others countering it with a perpendicular structure. In this way, I sustain the flow of the gaze—sometimes guiding it, sometimes resisting it—until the constraint of the square format pushes perception inward, toward depth.
The expressive power of these tonal values fully emerges on supports chosen with almost ascetic care, the result of decades of study and research. Each material decision is made so that luminosity alone can render the object in its entirety, even in the absence of hue.
For me, the perception of a photographic image cannot rest on passive emotion or sensory comfort. I do not seek a sentimental or relaxed form of viewing. Photography is art and, as such, demands total engagement: both cerebral hemispheres must be active to grasp its meaning.
It is within this space that the scratch and abrasion enter the work, carried by light onto the emulsion together with the mnemonic trace of the photographic act. I use them at times to withhold information, inviting the viewer’s lived experience to complete what is missing, and at others to direct the gaze toward the point where the visual message concentrates most intensely. The scratch has become a defining element of my language, as the mannequins were for De Chirico or the forks for Capogrossi.
My practice resonates, on the one hand, with Emilio Isgrò’s actions on text and maps, where concealment does not diminish meaning but intensifies perceptual energy; and, on the other, with Lucio Fontana’s cuts, which, by excluding the physical dimension of the surface, compel the viewer to confront depth.
Attilio Scimone
Bianchi, neri e grigi sono per me valori autonomi, mai semplici sostituzioni del colore. Ogni scatto nasce da un’attenzione rigorosa alle forme degli oggetti, alla loro trama e ai rapporti tonali così come si manifestano sotto la luce policroma del sole. Lavoro sulla qualità della luce affinché tutto ciò che è essenziale e peculiare non si perda nel momento in cui la componente cromatica viene sottratta.
Colgo bianchi, neri e grigi nella loro direzionalità, assecondando talvolta l’orizzontalità o la verticalità dell’immagine attraverso un’impaginazione parallela, talvolta contrastandola con una costruzione perpendicolare. In questo modo sostengo il fluire dello sguardo, ora accompagnandolo, ora ostacolandolo, fino a quando la costrizione del formato quadrato non lo spinge in profondità.
La potenza espressiva di questi valori tonali si manifesta pienamente su supporti scelti con metodo quasi ascetico, frutto di decenni di studio e di ricerca. Ogni scelta è finalizzata a far sì che il valore di luminosità restituisca l’oggetto nella sua completezza, anche in assenza della tinta.
La fruizione dell’immagine fotografica, per me, non può poggiare su un coinvolgimento emotivo passivo. Non cerco l’abbandono sentimentale né una visione confortevole. La fotografia è arte e, come tale, richiede una presenza totale: entrambi gli emisferi cerebrali devono essere attivi per coglierne il senso.
È in questo spazio che intervengono il graffio e l’abrasione, trasportati dalla luce sulla carta emulsionata insieme alla traccia mnestica dello scatto fotografico. Li utilizzo ora per sottrarre informazioni e chiamare il vissuto del fruitore a integrare ciò che manca, ora per dirigere lo sguardo verso il punto in cui il messaggio visivo si concentra con maggiore intensità. Il graffio è diventato per me una cifra linguistica, così come i manichini lo sono stati per De Chirico o le forchette per Capogrossi.
Il mio lavoro dialoga, da un lato, con l’azione di Emilio Isgrò sul testo e sulle carte geografiche, dove l’occultamento non sottrae valore ma lo carica di energia percettiva; dall’altro, con i tagli di Lucio Fontana, che, escludendo la dimensione fisica dell’opera, costringono lo sguardo a misurarsi con la profondità.
Attilio Scimone
OPERE ORIGINALI FINE ART Limited edition
Le opere di Attilio Scimone sono disponibili in edizione limitata.
Stampe originali analogiche stampate in Gelatin Silver Print
o Fine Art Print Giclée.
Firmate e numerate
sul retro.
Ricerca costante su temi che riguardano in particolare il territorio siciliano; gran parte delle immagini sono realizzate su pellicola di grande formato e stampate su carta fotografica. Le immagini prodotte sono acquisite e da esse generate file di grandi dimensione per essere utilizzati per ottenere stampa fine art di grandissimi formati per allestimenti museali, fieristici e arredo.
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