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Nota dell'artista
Affronto la fotografia come pratica materiale, non come mezzo rappresentativo. L’immagine non opera come descrizione della realtà, ma come spazio di presenza, in cui la percezione emerge dalla tensione tra materia e tempo. La fotografia diviene così un campo di concentrazione e di sospensione. L’immagine non afferma un significato: lo trattiene. La forma non è prefigurata, ma si costituisce progressivamente attraverso un tempo di confronto con l’opera, nel punto in cui il visibile si espone al proprio limite.
La mia ricerca si sviluppa come indagine sulle condizioni di apparizione della forma. Materia e luce non sono temi iconografici, ma forze operative che definiscono l’immagine dall’interno, modellandone densità, silenzio ed equilibrio percettivo. Ogni opera è concepita come entità autonoma, responsabile della propria presenza.
Realizzo personalmente le stampe fotografiche in tecnica analogica gelatin silver print, seguendo ogni fase del processo di stampa come parte integrante della pratica artistica. La stampa non rappresenta un momento esecutivo secondario, ma un’estensione coerente della ricerca: è nello spazio della camera oscura che l’immagine trova la propria misura tonale, la propria densità e il proprio tempo.
In alcuni nuclei di lavoro intervengo direttamente sulla superficie fotografica. Attraverso processi di incisione e sottrazione, l’immagine viene esposta a una trasformazione irreversibile, avvicinandosi al limite tra immagine e gesto. Questi interventi non ricercano l’effetto, ma aprono uno spazio critico in cui perdita, rischio e alterazione materiale diventano parte costitutiva dell’opera.
Le edizioni sono quindi limitate a un numero ristretto di esemplari, talvolta fino alla copia unica. Questa scelta risponde una precisa posizione etica e formale: preservare l’integrità e l’intensità di ogni lavoro, sottolineandone l’unicità.
La qualità e il rigore del processo sono condivisi dalle gallerie che scelgono di collaborare con me, riconoscendo nella ricerca artistica, nella costruzione compositiva e nell’elevata qualità tecnica elementi centrali del mio lavoro. Ogni aspetto – dalla concezione dell’immagine alla sua realizzazione materiale – viene attentamente valutato, ponendo l’accento sull’esclusività delle opere. Attraverso serie e formati differenti, la mia pratica mantiene una coerenza di fondo: interrogare la fotografia come luogo in cui il tempo si rende visibile attraverso la materia, e in cui la forma emerge non come soluzione definitiva, ma come equilibrio fragile, instabile e irripetibile.
Artist Statement
I approach photography as a material practice rather than a representational medium. The image does not operate as a description of reality, but as a space of presence, where perception emerges through the tension between matter and time. Photography thus becomes a field of concentration and suspension. The image does not assert meaning; it withholds it. Form is not predetermined, but gradually takes shape through sustained engagement with the work, at the threshold where the visible encounters its own limit.
My research unfolds as an inquiry into the conditions under which form appears. Matter and light are not iconographic subjects, but operative forces that shape the image from within, determining its density, silence, and perceptual balance. Each work is conceived as an autonomous entity, accountable to its own presence.
I personally produce my photographic prints using the analog gelatin silver process, overseeing every stage of printing as an integral part of the artistic practice. Printing is not a secondary technical step, but a coherent extension of the research itself: it is in the darkroom that the image finds its tonal structure, its density, and its temporality.
In certain bodies of work, I intervene directly on the photographic surface. Through processes of incision and subtraction, the image undergoes irreversible transformation, approaching the threshold between image and gesture. These interventions do not seek effect; rather, they open a critical space in which loss, risk, and material alteration become intrinsic to the work.
Editions are deliberately limited to a small number of prints, at times reduced to a unique piece. This decision reflects a precise ethical and formal position: to preserve the integrity and intensity of each work, affirming its singularity.
The rigor and quality of the process are shared by the galleries that choose to collaborate with me, recognizing in the research, compositional structure, and technical precision the core of my practice. Every aspect — from the conception of the image to its material realization — is carefully considered, emphasizing the exclusivity of the works.
Across different series and formats, my practice maintains a consistent focus: to question photography as a site where time becomes visible through matter, and where form emerges not as a definitive resolution, but as a fragile and unstable equilibrium.
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